Il nuovo Codice degli Appalti, entrato in vigore con il D.Lgs. 36/2023, prevede significative modifiche che diventeranno operative a partire dal 1° gennaio 2025.
Obbligo di utilizzo del BIM
- Building Information Modeling (BIM): L’uso del BIM sarà obbligatorio per tutti i progetti di appalto pubblico con un valore superiore a 2 milioni di euro. Per i beni culturali, l’obbligo si applicherà a progetti con importi superiori a 5.538.000 euro. Il BIM mira a migliorare l’efficienza e la trasparenza nella gestione dei progetti, consentendo un controllo integrato dei dati lungo l’intero ciclo di vita dell’opera, maggiori informazioni qui e in questo articolo.
Nuove soglie per gli affidamenti diretti
- Gli affidamenti diretti potranno raggiungere limiti più alti, fino a 150.000€ per lavori e 140.000€ per servizi e forniture. Questo cambiamento è volto a semplificare il processo di aggiudicazione per progetti di minore entità, qui un articolo completo.
Digitalizzazione dei contratti
- A partire dal 2025, sarà implementato un sistema di digitalizzazione che include l’uso di piattaforme digitali e procedure automatizzate per la gestione dei contratti pubblici. Ciò include anche la creazione di linee guida per la certificazione delle piattaforme utilizzate dalle stazioni appaltanti. Per saperne di più si possono visionare questo post e anche questo articolo online.
Equo compenso e tutela delle PMI
- Saranno introdotte nuove disposizioni relative all’equo compenso e alle opportunità per le piccole e medie imprese (PMI), come l’obbligo di riservare il 20% delle prestazioni in subappalto. Per scoprire tutte le opportunità potete visionare questo articolo e questo articolo.
Revisione dei prezzi
- Il Codice prevede modalità semplificate per adeguare i contratti agli andamenti dei prezzi, introducendo indici sintetici calcolati dall’ISTAT per monitorare le variazioni economiche.
Qualificazione delle stazioni appaltanti
- A partire dal 2025, ci saranno nuovi requisiti per la qualificazione delle stazioni appaltanti, con un focus sulla formazione obbligatoria e sull’incentivazione all’uso di strutture qualificate.
Queste modifiche che prenderanno piede nel 2025, nel mondo dell’edilizia, rappresentano un passo significativo verso una maggiore efficienza e trasparenza nel settore degli appalti pubblici in Italia, con un forte accento sulla digitalizzazione e sull’innovazione tecnologica.